SCARICO FUMI:

Tipologia e norme d'installazione

 

Una delle principali criticità durante l’installazione di una caldaia è il posizionamento del condotto per l’uscita dei gas combusti.

Tale operazione è particolarmente delicata in quanto implica una precisa conoscenza tecnica e, allo stesso tempo, normativa.

A tale proposito, svariate sono state le evoluzioni nel corso del tempo a partire dal 1993 quando è stata introdotta la prima norma che regolamentava lo scarico della combustione per i generatori di calore oltre la sommità del tetto.

All’interno della stessa erano previste delle eccezioni in merito alla sostituzione del generatore di calore rendendo possibile lo scarico dei fumi a parete mantenendo così inalterato l’aspetto esteriore dello stabile. Ad oggi, per poter effettuare questa scelta, si deve tener conto che le emissioni inquinanti (NOx) devono entrare tra le classe di valore 4 o 5.

Altro sviluppo essenziale risale al 2015, anno in cui sono state bandite dalla produzione le caldaie atmosferiche a tiraggio forzato a camera stagna, obbligando gli installatori a sostituire quest’ultime con caldaie a condensazione. La scelta pertanto potrà essere: caldaie a condensazione per nuove installazioni e cambio dei generatori atmosferici nelle versioni a camera stagna, mentre i modelli a camerta aperta a tiraggio naturale invece possono essere utilizzati solamente per la mera sostituzione del vecchio prodotto.

Oggi, per installare una caldaia che abbia lo scarico a parete risulta fondamentale l’ausilio di tecnici specializzati: un installatore qualificato che effettuerà fisicamente le operazioni di sostituzione dei prodotti, creazione del nuovo condotto fumi e un termotecnico che realizzi il progetto e l’asseverazione, ossia documento che certifica l’impossibilità di effettuare lo scarico a tetto garantendo allo stesso tempo che il nuovo scarico ottempi agli obblighi di legge.

Per quanto riguarda la sostituzione di una vecchia caldaia, vengono a crearsi alcune dinamiche che devono essere prese in considerazione prima di poter procedere alla sostituzione del prodotto.

A seguito di tali aspetti dopo aver scelto il modello di caldaia, l’installatore dovrà verificare nello specifico che il condotto di evacuazione fumi risulti conforme alla tipologia del generatore di calore, l’eventuale presenza di una canna fumaria e l’idoneità al funzionamento, la distanza totale in metri che si necessita per scaricare all’esterno i fumi della combustione. Infine dovrà procedere a prelevare l’aria comburente per generare la fiamma.

Oltre a questi elementi, è bene specificare che dovranno essere considerati anche i vincoli architettonici e ambientali e legati alla storicità del nostro paese che impongono restrizioni in ambito dello scarico impedendo all’installatore di procedere come da normativa.

 

 

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